Recensione di Dead Space 3

Senza nulla togliere agli ultimi esponenti del genere horror (inutile fare i nomi), Dead Space, in epoca xbox 360/playstation 3, ha senza dubbio rappresentato l’unico reale rappresentante della categoria a portare con se una struttura complessivamente di alto livello e ancora ancorata al vero concetto di survival horror. Mentre alcuni prodotti si sono persi nell’irta strada che avrebbe dovuto portare verso l’innovazione, Visceral Games, nei suoi primi due prodotti ha saputo mantenere il suo stile apportando solo piccole modifiche al gameplay. Tuttavia, con l’annuncio di dead space 3 insieme alle prime dichiarazioni ufficiali, abbiamo sentito puzza di bruciato e pensato che anche il famoso franchise targato EA, stesse prendendo una piega votata all’action…

Le novità annunciate mettevano in evidenza una soluzione cooperative, coperture in stile gears of war, nemici umani armati di mitra, e dai video rilasciati una scena lasciata all’azione a discapito della cara e vecchia suspense. Curiosi di scoprire se effettivamente anche il brand Dead Space sia cambiato ? Seguiteci per scoprirlo !

Un pianeta da “brividi”…

La storia di questo dead space 3 ci porta nuovamente nei panni dello sfortunato ingegnere Isaac Clark, protagonista che abbiamo conosciuto già nel primo episodio e con il quale abbiamo portato a termine la seconda terrificante missione insieme alla bella Ellie Langford. Il legame instauratosi lungo le vicende del precedente episodio “costringono” l’indomito e sfrontato Clark a fare le valige e partire verso la missione di recupero che lo porterà sulle tracce della coraggiosa Ellie, scomparsa durante il corso di una missione spaziale. Le vicende del terzo capitolo della serie iniziano su queste basi per poi affondare le radici nella solita lotta contro Unitology (setta conosciuta nei primi capitoli e protettrice del marchio), gettandoci conseguentemente verso Tau Volantis, pianeta fortemente condizionate da terribili tempeste di neve e dove sembra siano stanziate le origini del marchio. Se da un lato il plot narrativo, giunti ormai alla terza rappresentazione, soffre di qualche pecca eccessivamente evidente sul fronte dell’originalità, dall’altro pone le basi per affrontare la prima vera novità portata con questo nuovo episodio, ovvero la presenza di un compagno di squadra per dar vita alla soluzione cooperative. Isaac può infatti contare sul sostegno di John Carver e affrontare con lui l’intera Avventura.

Una cooperazione forzata?

Partiamo da un presupposto: dead space 3 è un titolo giocabile interamente in Single Player senza perciò dover necessariamente condividere l’esperienza con un compagno o un PG ingombrante sullo schermo. Questo farà felici i sostenitori della pura esperienza survival che così potranno godersi l’Avventura puntando sulla tensione che il titolo, nonostante un’innegabile curvatura verso l’Action, ancora riesce a trasmettere. Non possiamo negare quindi che, optando per la soluzione cooperative, il prodotto lascerà dietro di se tutto il pathos che un titolo del genere dovrebbe necessariamente suscitare. Non sto dicendo che verrà meno il divertimento, anzi… ma indubbiamente la componente tensione andrà a farsi friggere. Tuttavia le meccaniche di gioco studiate, alcune scovabili solo nella modalità Multigiocatore, sono ben congegnate e funzionanti. Tirando le somme, la modalità cooperative, vista come semplice aggiunta, può considerarsi una piacevole introduzione. Il consiglio è quello di godersi il titolo una prima volta in singolo per poi passare alla meno stressante modalità multi. In questo caso potrete beneficiare delle due soluzioni senza venir meno alla natura sulla quale il brand di Dead Space ha sempre puntato e fatto leva.

 

Recensione di Dead Space 3ultima modifica: 2019-01-20T19:06:10+01:00da goldgame
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