State of Decay [Recensione]

  • Categorie: Xbox 360 | PC | Survival Horror
  • Produttore: Microsoft Studios
  • Sviluppatore: Undead Labs
  • Uscita: 05 Giugno 2013
  • Sito Web: www.undeadlabs.com

Nel corso degli ultimi anni non sono stati molti i titoli Arcade a meritare un posto nell’Olimpo videoludico. E ancora meno sono stati quelli in grado di catalizzare l’interesse del pubblico al punto tale da far dimenticare a tutti – o quasi – l’inizio di una fiera come l’ormai imminente E3 2013. Ma State of Decay ci è riuscito. Eccome se ci è riuscito.

Prima dalla sua release di mercoledì scorso, in pochi ne parlavano ma poi il nome di questo insolito zombie game si è diffuso come un virus ovunque. Sui social network, nei forum, nelle chat. A distanza di poco più di 72 ore dal suo lancio, State of Decay è dunque sulla bocca di tutti… e la domanda sorge spontanea: ma cos’ha di tanto speciale? La risposta, cari lettori, è molto semplice : tutto.

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Sono un amante del genere zombie da tempo immemore e penso di aver provato ogni singolo esponente della categoria, ma mai, e ripeto, mai, mi ero trovato di fronte ad un gioco così coinvolgente, realistico ed entusiasmante come State of Decay.

Sì perché sebbene questo titolo possa apparire come l’ennesimo, banale action game ambientato in un mondo open-world, sono sufficienti pochi minuti per accorgersi di avere fra le mani un piccolo capolavoro. Ma andiamo con ordine…

Tutto ha inizio in una piccola cittadina, dove due uomini, ritrovatisi proiettati nel bel mezzo di un’apocalisse zombie, tentano disperatamente di sopravvivere e, al contempo, dare un senso a ciò che gli sta succedendo. Dopo un primo incontro con un manipolo di sopravvissuti e qualche immancabile sconto con alcuni non morti, l’azione si sposta rapidamente presso una chiesa abbandonata dove un altro gruppo di sopravvissuti ha improvvisato un rifugio… ed è qui che l’avventura inizia a decollare.

La chiesa rappresenta infatti la nostra prima, vera base operativa e qui, oltre ad interagire con altri superstiti, ci è data l’opportunità di contribuire attivamente alla crescita, all’espansione e soprattutto alla sopravvivenza della comunità. Come? Semplice : andando in cerca di cibo, armi, medicine e sopratutto materiali edili, setacciando tutte gli edifici abbandonati della città, ed utilizzando poi quanto raccolto per sfamare, curare, armare e proteggere il gruppo una volta tornati alla base.

Com’è facile intuire siamo dunque di fronte ad un action game impreziosito da elementi strategici, ruolistici e simulativi in cui il nostro operato condizionerà non solo la comunità di cui faremo parte, ma anche il modo in cui i suoi componenti si rapporteranno con noi.

Il gioco si fonda infatti su un semplice ma efficacissimo sistema di “influenza” che accrescerà la nostra importanza nella comunità man mano che compieremo azioni utili alla sopravvivenza di quest’ultima. E maggiore sarà la nostra influenza sul gruppo e maggiore sarà la nostra libertà decisionale.

Spendendo i punti influenza accumulati potremo infatti assegnare dei compiti ad altri membri del gruppo – come ad esempio ricercare specifici materiali, contribuire alla raccolta delle risorse, o esplorare la zona in cerca di altri superstiti – prelevare un maggior numero di oggetti dal deposito della comunità, o ordinare la costruzione di nuovi edifici che possano migliorare le condizioni di vita del gruppo – come dormitori, laboratori, armerie e chi più ne ha più ne metta.

State of Decay [Recensione]ultima modifica: 2018-07-10T17:10:46+02:00da goldgame
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