Gears of War

Povera piccola xbox360, costretta a subire la cronica mancanza di carisma che caratterizzava il precedente parto Microsoft. Fortezza inespugnabile dei giochi di macchine e sportivi, quelli che hanno l’anno di uscita in fondo al nome perché è l’unico modo per distinguerli.

Gears of War coglie alla perfezione questa atmosfera tetra e desolante, declinata in una serie infinita di sfumature color marrone. E’ un gioco marrone, marrone e grigio. Non è un’iperbole: i nemici sono grigi e complice la meccanica di gioco che scoraggia gli incontri ravvicinati spesso si confondono con l’ambiente circostante (grigioverde). I buoni per non far torto a nessuno indossano tute mimetiche.

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Seguendo la rivoluzione copernicana messa in atto già da F.E.A.R. gli scontri a fuoco diventano incentivo per sopportare la scoperta di nuove situazioni sempre uguali, costantemente inchiodati ai binari (non sempre metaforici) che condurranno all’inevitabile crescendo finale. Si respira un’aria più truce che militaresca, i personaggi gonfiano il petto e storgono le labbra in un’espressione di perenne disgusto mentre aspettano la prossima imboscata. Nota di merito per le meccaniche di gioco ben oliate e una curva di difficoltà senza intoppi (senza emozioni?), purtroppo Gears si lascia troppo giocare e non lascia nessun segno.

Gears of Warultima modifica: 2014-01-21T15:40:29+01:00da goldgame
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One Response

  1. Resistance : Burning Skies : gold game - giochi
    at |

    […] meccaniche di gioco sono infatti estremamente solide (idem Gears of War) e, complice un’ottima implementazione delle dinamiche touch alla base del nuovo handheld Sony, […]

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