Starcraft II / Wow [Recensione] fine

Parte 2

parte 1 :  Starcraft II / Wow [Recensione] Come avveniva per Raynor e l’Hyperion, Sarah Kerrigan viaggia a bordo del Leviatano, un’astronave organica che serve da hub nel quale accedere alle missioni o rigiocare quelle passate, condire la trama dialogando con l’equipaggio, organizzare le proprie abilità e quelle dello sciame. Quest’ultima è una delle novità più grandi: permettere al giocatore di adattare – di far evolvere – la propria strategia missione dopo missione, trovando quella più congeniale e il beneficio del ripensamento.

Sì, forse il gioco è leggermente più accessibile e le “imprese” diventano ottenibili a difficoltà normale senza dover nemmeno rinunciare agli obiettivi secondari per guadagnarle. Ma tranquilli, a bastonarvi ci penserà il multiplayer sigue http://www.protein-gold.com/wow

Se dopo quindici anni si organizzano ancora tornei di Starcraft e se fenomeni da tutto il mondo se le danno di santa ragione in un gioco datato 1998, non dovremmo stupirci se Starcraft II si confermasse anch’esso come inno allo sport elettronico. Perché si può finire la campagna, si possono ottenere gli stemmi e completare le imprese, ma nient’altro che la pratica, la tensione e il sudore versato a gocce sulla tastiera prepareranno il giocatore a scontrarsi con gli altri: con gli avversari in carne e ossa. Starcraft sa essere brutale in questo frangente e la ladder board dura da scalare ma in fondo, al di là delle nuove unità disponibili che hanno davanti a loro il canonico lungo periodo di bilanciamento, ciò che conta è che la frenetica strategia degli scontri on-line tra Terran, Zerg e Protoss sia rimasta invariata. E se la Blizzard fosse l’artista e l’on-line play fosse la tela, il PVP sarebbe la sua migliore rappresentazione.

Stessa solidità di Wings of Liberty più certe novità. Alcune unità sono state create ex novo – Tempesta, Vipera e Mina Widow – mentre altre, come gli Helion, sono state adattate al combattimento. Questi cambiamenti rinnovano le dinamiche degli scontri, almeno per chi da tre anni combatte nel settore Koprulu. Per tutti gli altri è stato migliorato il sistema di addestramento che ora include i tutorial e che guida il giocatore, con tanto di consigli e obiettivi, alla velocità delle sfide multiplayer, iniziandolo ai misteri dei tasti a scelta rapida. Poi, il nuovo sistema di matchmaking non classificato riunisce la sfida del PVP con la tranquillità di una partita senza punteggio utile per la ladder, mentre la possibilità di aumentare di livello gratifica i giocatori con ritratti sbloccabili, stemmi e… nuovi balli per le unità. Once nerd, always nerd.

Anticipazione sul voto. Quel mezzo punto in meno sarà perché Starcraft II è rimasto sostanzialmente invariato negli anni: quei nove punti e mezzo in più, saranno per lo stesso motivo. La formula “stabilisci la base, raccogli risorse, forma un esercito, attacca il nemico e ripeti il processo”, pur con le solite variazioni, è la stessa. Più o meno legata alla trama, all’esigenza di evolvere lo sciame per il fine superiore, è in ogni caso la costante. In questo gli Zerg rappresentano l’apice.

Analogamente al Flagello warcraftiano, lo sciame si espande e consuma la terra, nelle umide viscere delle sue strutture si schiudono le uova della progenie, mentre sul campo da gioco si scatena la furia frenetica di una razza inarrestabile e consumata – perché consumata ne è la Regina – dall’odio per il Dominio e per Arcturus Mengsk. Al giocatore è chiesto di viverne la storia, sperimentando il vero potenziale Zerg – comprese le nuove unità, tante – rivendicando ciò che appartiene alla Regina delle Lame.

Al netto dei poligoniStarcraft II è al livello del predecessore e in linea con le esigenze dei giochi Blizzard: ovvero ottenere buoni risultati anche con macchine non pretenziose. Ecco il dato indicativo: se il gioco gira a 1080p a dettagli alti e 50fps su un iMac 21,5 entry level che monta una Radeon 6750M da 512 mb – quindi per dispositivi mobili – un Intel Core i5 a 2.5 GHz e 4gb di RAM – versione testata da un fighetto Apple – questo è sinonimo di un perfetto lavoro di ottimizzazione.

Inoltre, sono stati ulteriormente migliorati gli effetti fisici e fixati alcuni bug: del resto Heart of the Swarm è anche una patch un po’ più corposa di quelle che periodicamente vengono rilasciate per la serie. L’aspetto dei menù è stato totalmente rivisto, per essere più intuitivo e per riunire più facilmente giocatori con interessi specifici: e poi lo sapete, c’è Kerrigan in tutina ad accogliervi.

Conclusioni

Pur avendo tra le mani un prodotto in fondo sempre uguale a se stesso, Starcraft II è esattamente ciò che ci si aspetta: l’RTS per eccellenza, una delle tante anime dell’eSport targato Blizzard. Il consiglio ai veterani è quello di comprare a scatola chiusa, per tutti gli altri ne ho uno più pragmatico. Starcraft II: Heart of the Swarm è un un gioco di strategia in tempo reale come non se ne vedono spesso, la sua campagna è ricca e, per chi alla fine ne vorrà ancora, ci sono sempre i capitoli precedenti. Tuttavia, è anche un gioco la cui quant’essenza risiede nel multiplayer, che va provato nel multiplayer e va maledetto nel multiplayer: cercate di ricordarlo.

Starcraft II / Wow [Recensione] fineultima modifica: 2015-10-02T16:57:23+00:00da goldgame
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